L’etica professionale del consulente familiarista

 

 

L’etica è una branca della filosofia che studia ed approfondisce i fondamenti razionali che consentono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico, ovvero di distinguerli in buoni, giusti, illeciti, rispetto ai comportamenti ritenuti ingiusti, illeciti secondo un ideale modello comportamentale

Ogni professione ha un’etica che viene regolamentata da un codice deontologico relativo al lavoro che svolge.

Ciò vale anche per lo psicologo forense che si presta ad effettuare una consulenza in ambito civile all’interno di un procedimento relativo l’affidamento di un minore all’interno di una separazione coniugale e che, quindi, è chiamato a rivestire un ruolo molto delicato in cui è fondamentale un’adeguata preparazione nella materia della psicologia giuridica.

La consulenza tecnica d’ufficio, C. T. U., è lo strumento cui il giudice ricorre quando deve andare a verificare, con la specifica competenza tecnica, delle situazioni ed argomenti come prova delle parti, art. 145 del Codice Civile: “in caso di disaccordo ciascuno dei coniugi può chiedere, senza formalità, l’intervento del giudice il quale, sentite le opinioni espresse dai coniugi e, per quanto opportuno dai figli conviventi che abbiano compiuto il sedicesimo anno, tenta di raggiungere una soluzione concordata”.

Lo psicologo può essere incaricato dal Magistrato a rivestire il ruolo di consulente di ufficio, svolgendo un ruolo super partes, oppure dalla parte a rivestire il ruolo di consulente di parte, quest’ultimo incarico non è un ruolo che deve essere rivestito obbligatoriamente ma è una figura importante e necessaria all’interno di un lavoro delicato e travagliato come quello in cui vi è all’interno un minore.

Il consulente di parte è uno psicologo abilitato, con una specifica formazione in Psicologia Giuridica e Psicopatologia forense.

Egli avrà un ruolo fondamentale mentale nella “responsabilizzazione” del proprio cliente in quanto dovrà sciogliere i dubbi e sviscerare le paure e le preoccupazioni; inoltre deve aiutare il C. T. U. all’interno dei lavori peritali, nonostante il codice riduca moltissimo la sua attività.

In entrambe i casi, C. T. U. e C. T. P., prenderanno il contatto con la famiglia e con il minore (o minori, nei casi di famiglie in cui vi siano più figli), e dovrà esprimersi sulla capacità genitoriale.

Il C. T. U. ed il C. T. P. operano in un campo molto delicato e devono muoversi secondo scienza e coscienza, l’obbligo che hanno è di mantenersi aggiornati sulla deontologia, oltre al mantenere adeguato il livello di preparazione.

L’etica deontologica vuole che il professionista informi il proprio cliente circa il lavoro che si andrà a svolgere; fondamentale ribadire che non deve, assolutamente, avere contatti con il minore prima che si dia inizio alle operazioni peritali.

Il professionista deve tutelare costantemente il soggetto anche quando il committente non è il destinatario dell’intervento, nelle consulenze tecniche di ufficio si deve tenere sempre presente che l’utenza principale, anche se non corrisponde al committente, è il minore.

All’interno della C. T. U.  è fondamentale il rispetto tra colleghi, quando si lavora in maniera serena e collaborativa la consulenza diviene meno ostica e potrebbe divenire una buona mediazione all’interno della comunicazione della coppia genitoriale.

Fondamentale l’obbligo di referto e denuncia quando si viene a conoscenza di reati, o di referto, sia in qualità di C. T. U. che come C. T. P.

Vi è uno strumento a disposizione degli Psicologi che esercitano la loro attività nell’ambito della Psicologia Giuridica ovvero: le “Linee Guida Deontologiche per lo Psicologo Forense”, approvate dal Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana di Psicologia Giuridica a Roma il 17 gennaio 1999 e dall’Assemblea dell’Associazione Italiana di Psicologia Giuridica a Torino il 15 ottobre 1999.

Determinate disposizioni non vanno a sostituire il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, poichè ogni Psicologo deve osservare le norme che sono contenute in queste linee guida, indipendentemente dalla propria specializzazione professionale.

Dr.ssa Alessia Micoli (Psicologa, Esperta in Psicologia Giuridica)