LA BATTAGLIA FINALE TRA L’INVOLUZIONE E LA CIVILTA’

Fanno molto discutere, in questi giorni, gli emendamenti al ddl 1662 della Senatrice Valente.

Uno in particolare desta scalpore e preoccupazione, ovvero l’emendamento 15.0.8/2, presentato in tema di affidamento dei figli minori.

Secondo tale emendamento una semplice denuncia di violenza dovrà essere necessariamente tenuta in conto dal giudice civile, ai fini dell’affidamento dei figli.

Ho letto vari articoli in questi giorni secondo cui vi sarebbe una battaglia aspra tra le madri ed i padri, le prime favorevoli a tale riforma ed i secondi contrari.

Ritengo, invece, che ci si trovi di fronte ad una ben più vasta e preoccupante battaglia tra chi sostiene posizioni retrive e dannose per i minori e chi, invece, voglia consolidare il principio di bigenitorialità nel nostro paese.

L’ANFI, Associazione Nazionale Avvocati Familiaristi Italiani, prende nettamente posizione a favore dell’ormai consolidato principio di bigenitorialità che non deve e non può essere messo in discussione a seguito di denunce di violenza che, il più delle volte, si rivelano false e strumentali.

Del resto la stessa Cassazione, di recente, ha stabilito che la pendenza di un procedimento penale non può assurgere, di per sè sola, a causa impeditiva dell’affidamento o del collocamento del figlio insieme al genitore ritenuto – ma non accertato essere – violento.

Ciò che occorre valutare, secondo la Cassazione, è l’eventuale incidenza negativa del comportamento penalmente illecito ascritto al genitore sull’equilibrio del minore.

Per cui è la stessa Cassazione a difendere il principio di bigenitorialità e a smontare le astruse proposte di riforma di Valente e company.

Avv. Carlo Ioppoli – Presidente ANFI, Associazione Avvocati Familiaristi Italiani

www.associazionefamiliaristi.it

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