Famiglie disfunzionali e conseguenze sui minori

Secondo un approccio sistemico – relazionale la famiglia rappresenta il contesto privilegiato per lo sviluppo dell’individuo: in essa, infatti, il bambino acquisisce regole che andranno a forgiare la sua identità e a svilupparne il senso di appartenenza. Ciò, attraverso il recepimento di modelli interattivi ridondanti tra le principali figure di riferimento.

Una famiglia funzionale è quindi in grado di fornire delle risposte positive ai bisogni di sviluppo e di identità del minore. Inoltre, essendo un sistema aperto, dinamico e flessibile, essa sarà anche in grado di mantenere un equilibrio tra l’appartenenza al gruppo familiare e l’individuazione, attraverso l’affermazione della capacità di adattamento, quale risposta di sicurezza emotiva ad ogni membro.

All’interno di una famiglia disfunzionale, invece, riscontriamo caratteristiche specifiche, tra le quali rientrano: i problemi di comunicazione, le difficoltà nell’esprimere le emozioni, la mancanza di ruoli e di regole di riferimento, il venir meno del senso di appartenenza o viceversa una dipendenza eccessiva e iperprotettiva tra gli individui, dinamiche familiari di rifiuto, modelli educativi di manipolazione, comportamenti di umiliazione e di disprezzo, conflittualità, assenza delle figure genitoriali, attribuzione di eccessive responsabilità e mancanza di rispetto.

La crescita all’interno di questo tipo di famiglia può minare incisivamente lo sviluppo identitario del minore e produrre conseguenze psicologiche e sociali, a breve e anche a lungo termine. Il bambino crescendo in una famiglia disfunzionale, infatti, tenderà a sopravvivere proteggendo sé stesso e affrontando la situazione di disagio con le proprie limitate risorse.

 

Sono cinque i ruoli che potrà assumere un minore all’interno di una famiglia disfunzionale:

  • Il ribelle: si ribella all’autorità genitoriale, ma anche alle figure di potere nella società;
  • Il colpevole o capro espiatorio: è un bambino colpevolizzato per le problematiche familiari e ha sviluppato un profondo senso di colpa;
  • Il bambino adulto: è quel minore cresciuto in fretta, assumendo su di sé la responsabilità delle difficoltà familiari di risposta all’incapacità dei genitori di provvedere ai bisogni di cura e affetto;
  • L’immeritevole: dal temperamento timido e introverso, è un bambino cresciuto imparando a reprimere le proprie emozioni per poter sopperire alla mancanza di risposte adeguate da parte dei genitori, quindi crede di non essere degno di ricevere amore;
  • Il manipolatore: un minore che adopera la manipolazione per raggiungere i suoi obiettivi per effetto dell’imitazione del modello educativo o a seguito di assenza di regole e limiti genitoriali.

Le cause della famiglia disfunzionale non vanno ricercate nel singolo componente della famiglia, ma nel rapporto che caratterizza le dinamiche di interazione al suo interno. Ed invero, di fronte ad una crisi, una qualunque famiglia funzionale può trasformarsi in disfunzionale: questo cambiamento dipenderà dalle risorse attivate per fronteggiare la situazione problematica.

Dr.ssa Iole Ricci – Referente per ANFI Benevento